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lunedì 17 settembre 2012

Cast Back: John Graham VS Branislav Jankic


Arriva una nuova rubrica: Cast Back.
In inglese significa riferirsi a qualcosa del passato.
Uno spazio di riflessione dove protagonista è una delle nostre grandi passioni: la fotografia.
L’intento è quello di gettare un ponte tra passato e presente attraverso il semplice accostamento delle immagini.
Per conoscere le radici e la storia di uno scatto.
Per comprendere il nomadismo stilistico della comunicazione visiva attuale.
Per scovare citazioni più o meno dirette e volontarie. Nella composizione, nel contenuto, nelle pose.
Per apprezzare l’abilità di un fotografo nell’acquisizione della lezione stilistica dei grandi maestri.
Per una lettura della fotografia consapevole, intrigante, appetitosa.
A voi spetta apprezzare le variazioni sul tema e, se così fosse, assaporarne le brillanti intuizioni.

Text: Leonardo Iuffrida
Translation: Alessandro Mancarella

Be ready for a new column: Cast Back.
It means to turn the mind to the past.
The photography, which is one of our biggest passions, will be the protagonist of this space of reflection.
The aim is to bridge a gap between past and present through the combination of images.
To know the roots and history of a shot.
To understand the stylistic nomadism of current visual communication.
To track down the more or less direct and voluntary citations. In the composition, content, poses.
To appreciate the skills of a photographer to capture the stylistic lesson from the great masters.
To be able to read photography in a conscious, intriguing and tempting way.
It is up to you to appreciate the variations on a theme, and if it be so, to enjoy the brilliant strokes of genius.

lunedì 22 novembre 2010

eYe - CATCHING - Rainbow HAIR


Lo storico francese Michel Pastoureau ha da lungo tempo messo in luce il problema che l'arte, fino a pochi anni fa, è stata sostanzialmente in bianco e nero. Diffusa dapprima con le incisioni tramite l'avvento della stampa, poi trasmessa su larga scala con la nascita della fotografia. Pensate a quale incommensurabile perdita saremmo destinati se di tutte le opere che conosciamo non avessimo altro che due toni con le loro sfumature. La moda fa suo l'insegnamento e fa i compiti a casa.
Incoraggiati da un capolavoro come Pleasantville, gli hair stylist riscrivono le regole della capigliatura, oltrepassando le banali categorie e convenzioni limitate al biondo, nero, castano, rosso e bianco, colorando di sentimenti ed emozioni le teste maschili. Si scoprono così acconciature degne di un punk anni ottanta e di un adolescente giapponese fanatico di manga. E la tavolozza si arricchisce di caramellate nuance pastello blu, rosa e turchese, debitrici delle fatiche di Michelangelo, Tiepolo e Pontormo.

Article by Leonardo Iuffrida
Translation by Alessandro Mancarella

The French historian Michel Pastoureau highlighted the fact that until a few years ago the art has basically been all in black and white. At first it was spread through engravings with the rise of the reproductive print, then conveyed on a large scale with the birth of photography. Just think about the immeasurable loss if all the works we knew would not have more than two tones with their shades. The fashion world learns from this teaching and makes its homework.
Encouraged by a masterpiece as Pleasantville, the hair stylists rewrite the rules, overshooting the ordinary categories and conventions limited to blond, black, brown, red and white, colouring the male heads of feelings and emotions. So we can find hairdos worthy of an 80’s punk and a Japanese manga-addicted teenager. And the palette is enriched with caramel nuances of pastel blue, pink and turquoise, debtors of Michelangelo, Tiepolo and Pontormo’s efforts.