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lunedì 24 novembre 2014

LOUIS VUITTON CELEBRATING MONOGRAM - FOCUS ON CINDY SHERMAN









Louis Vuitton celebra i 160 anni dalla fondazione della maison. Per farlo ha invitato 6 iconoclasti per interpretare liberamente quello che è diventato uno dei simboli per antonomasia del lusso: il monogram, motivo grafico creato nel 1896 da Georges Vuitton in onore al padre Louis.
E chi chiamare per questa occasione a rappresentare il mondo dell’arte? Anima ribelle, artista anti-convenzionale che ha fatto della denuncia e dell’ironia le sue armi. Chi se non lei? Cindy Sherman.
Nonostante usi il medium fotografico, non si considera una fotografa, ma un’artista performativa. Protagonista delle sue opere, porta all’estrema caricatura abiti e makeup, esplorando le diverse identità che le donne devono assumere nella nostra società. Il suo scopo è spiazzare attraverso il grottesco per porre delle domande sull’influenza che gli stereotipi hanno su di noi. Le sue immagini rappresentano la caduta dell’essere umano nell’utopica ricerca della bellezza e della perfezione. Sono le stesse messe in scena che ogni giorno donne e uomini costruiscono per strada attorno a sé indossando volti e maschere differenti, manipolando un corpo fluido in continua trasformazione, a seconda dei diktat delle mode. Sono le stesse messe in scena che tutti gli utenti di Facebook e Instagram cercano di creare attraverso le proprie identità virtuali. Perché al di là del ragionevole dubbio mosso dal possibile utilizzo di Photoshop e filtri ad hoc, la fotografia mantiene ancora quell’indiscutibile potere di certificazione della realtà che gli rimane connaturato. Così tutti finiamo per essere dei clown, venditori d’intrattenimento, in realtà figure tragiche vittime del nostro stesso ruolo.
Ma come entrare nella squadra di Cindy per svelare la realtà? L’artista ha progettato un baule Louis Vuitton con compartimenti per occhi e denti finti, insieme a tutto il necessario per le sue performance. Un vero e proprio piccolo studio fotografico viaggiante che porta l’impronta della sua vita. L’interno ha il colore delle piume del suo pappagallo, l’esterno è ricoperto di adesivi con alcune sue immagini rese ancora più bizzarre. E poi è arrivata l’idea di una tracolla per portare la macchina fotografica sempre con sé. Oggetti del desiderio in edizione limitata, fotografati in una storia creativa da Johnny Dufort. Oltre il prodotto, un invito di Vuitton alla ricerca di senso.
E per entrare in contatto con il mondo di Cindy Sherman e gli altri cinque iconoclasti, dal 27 al 30 Novembre a Palazzo Serbelloni a Milano si svolgerà una mostra dedicata ai creativi che hanno richiamato i temi e le ispirazioni originarie dei personaggi coinvolti nel progetto, utilizzando le borse e i bauli da loro ideati.

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 on:
Louis Vuitton

Article: Leonardo Iuffrida
Photos: Johnny Dufort
Courtesy of Louis Vuitton


Louis Vuitton celebrates 160 years since the foundation of the maison, inviting six creative iconoclasts to glorify the monogram, the well-known signature of Louis Vuitton, a synonim of luxury, created by Georges Vuitton in 1896 in honor of his father.
But who is the rebel exponent, chosen to represent the art system? The answer is Cindy Sherman. She is an unconventional artist who uses irony as a tool for her masterpieces.
She uses photography as a medium, but she doesn’t consider herself a photographer because she is a performer and the leading role of her own works. She creates caricatures of women’s clothes and makeup, focusing on the different female identities of our society. Her main aim is to shock through freakish elements and let us think about the influence of female stereotypes. Her photos show the human being’s fall who is looking for beauty and perfection. Her shoots are like the staged instants created everyday by the users of Facebook and Instagram who try to build new virtual identities because, despite the massive use of Photoshop and filters to manipulate images, photography is still a certification of reality. And in this way Cindy Sherman shows us that everyone is just a clown, a seller of entertainment, a tragic character, a victim of his own role.
But how could we join Cindy Sherman’s team to unveil reality? The artist designed a trunk, with compartments for fake eyeballs, fake teeth and all the stuff for her performances. It’s a real mini-traveling studio, with her personal touch. The interior has the color of her parrot and on the surface there are a lot of bizarre images as stickers. And then a camera bag has arrived as a normal consequence. These objects of desire in limited edition were photographed and reinterpreted by Johnny Dufort in a spectacular editorial. Beyond the products, Louis Vuitton gives us an invitation to look for awareness.
Do you want to enter into Cindy Sherman’s world and the other 5 iconoclasts? Visit the exhibition from the 27th to the 30th of November at Palazzo Sorbelloni in Milan.







8 commenti:

  1. Wonderful, absolutely WONDERFUL!!!

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  2. Leonardo ammiro molto il tuo stile di scrittura. Ti seguo con grande piacere. Le tue connessioni alla storia dell'arte, alla fotografia, sono impeccabili. Ottimi i saggi che hai pubblicato. Li consiglio.

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    1. Grazie di cuore per i tuoi complimenti e per la stima che mi stai dimostrando.

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