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domenica 2 dicembre 2012

Jordan Schiele - Jury's Special Mention Winner of Louis Vuitton Journeys Awards


Quale è il tuo background e che cosa hai studiato?
Ho studiato cinese mandarino sia in America che in Inghilterra. Poi mi sono trasferito a Shanghai, li ho lavorato come traduttore per una produzione cinematografica e l’idea di essere parte del team creativo di un film mi ha ispirato. Così ho deciso di iscrivermi ad una scuola di cinema a Singapore, dove ho anche effettuato le riprese per il corto di questo concorso e negli ultimi cinque anni ho viaggiato tra Singapore, Pechino e Shanghai. Ora vivo principalmente a Pechino e lavoro come direttore della fotografia, ma sto anche lavorando come regista sul mio primo lungometraggio a Parigi. E’ stato ideato da me ed è stato selezionato dal Festival del Cinema di Cannes per il loro Residence du Festival, che ogni anno offre supporto a dodici registi emergenti alle prese con la realizzazione del loro primo film. Quindi al momento sono impegnato a sviluppare questo progetto e sto cercando produttori.

Quali sono state le tue ispirazioni per “Prank”?
Sono partito dall’idea degli incontri e di cosa ci possono lasciare. Quando creo una storia penso alla mia esperienza personale, ad un viso, un posto, una storia o una notizia di cronaca. Così ho deciso di sviluppare una storia riguardante un primo incontro e in particolare il primo incontro di un bambino, perché in questa fase della vita un qualsiasi evento potrebbe influenzare il modo di vedere il mondo per il resto della vita. Allo stesso tempo ho avuto modo di conoscere un adolescente che vuole diventare attore e sta studiando recitazione a Singapore. Quando l’ho incontrato per la prima volta, mi è stato di forte ispirazione. Ho pensato alla storia di un ragazzo che è molto aperto al mondo, che aiuta qualcuno e ha un’esperienza davvero particolare che gli provocherà uno shock. Perché per quanto fosse aperto al mondo, sarà proprio il mondo a bloccarlo.



Quali sono state le difficoltà nello sviluppo di questo progetto? Hai avuto problemi a lavorare con un giovane attore?
Penso che i problemi di qualsiasi film siano legati al fatto che ciò che immagini, ciò che succede e ciò che crei alla fine siano tutte cose differenti. Sono stato molto fortunato perché in quanto regista parte del mio lavoro avviene prima delle riprese: lavorare sulla storia con il fotografo, trovare le location e gli attori. In questo caso conoscevo il ragazzo, le sue espressioni e perfino il suo modo di camminare. Ho una propensione naturale per i dettagli. Ho scelto questo giovane ragazzo per le emozioni che mi ha trasmesso. Quindi in questo caso lavorare con un bambino non è stato affatto un problema. E’ davvero volenteroso e dolce. In sostanza ho avuto pochi problemi nella realizzazione di questo film. Probabilmente la sfida maggiore è stata riuscire a tenere sotto controllo la luce perché a Singapore la luce cambia davvero in fretta.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Penso che non farò più il traduttore. Voglio dedicarmi completamente alla realizzazione di film, ma non solo della parte di regia. Questo è il mio sogno. Finché avrò possibilità, tempo, soldi, interesse e idee spero di lavorare a tempo pieno nel cinema. Sono anche interessato all’immagine e alla creazione di immaginari, in quanto direttore della fotografia. Cerco di soddisfare il mio interesse verso il cinema trovando opportunità che mi permetteranno di realizzare il mio prossimo lungometraggio sul quale sto lavorando. Sarà un thriller ambientato in Cina e probabilmente mi dedicherò a questo progetto anche l’anno prossimo.

Text: Leonardo Iuffrida
Translation: Alessandro Mancarella

What is your background and studies?
I studied Mandarin and Chinese in the UK and USA and then I moved to Shanghai to work as a translator and I had the opportunity to work on a film set as a translator and the idea of being part of making it inspired me. So I decided to go to a film school in Singapore, where I also made the film for this contest, and then I sort of moved back and forth between from Singapore and Beijing and Shanghai for the last five years. Now I’m mostly based in Beijing and I work as a director of photography, but I’m also working on my first feature film in Paris as a director. It’s a fiction one and it has been selected by the Cannes Film Festival for their residence program. So I am developing the project right now, looking for producers.

What were your inspirations for “Prank”?
I really began with the idea of encounters and with what they give us. And for creating a story I think about my personal experience, a face, a place, a story, a news article. So with this video I was just interested in the idea of a first encounter and specifically first encounter of a child, because it influences the way you think about the world for the rest of your life sometimes. And at the same time I found a teenager who wants to be an actor and is studying acting in Singapore. Something about meeting him gave me the idea of a story where he’s very open to the world, helping someone and he has a strange experience that backlashes at the end because when he is opened to the world, it sort of closes off then.


What are the difficulties in creating this project? Did you have any problem with the young actor?
I think the problems of any film are connected to the fact that what you imagine, what happens and what you create at the end are all different things. I was very lucky because as a director lots of your work comes before filming: working on your film with a photographer, casting locations and faces. In this case I knew the child, his expressions and the way that he walks. I work on details as a director. I really cast him for the feeling this boy gave me. So working with children in this case was ok. He’s very willing and sweet boy. I actually had really a few problems with this project, probably the biggest challenge was dealing with the light because in Singapore light changes very quickly.

Which are your future projects?
I think I will not be a translator anymore. I am devoting my career to film-making, but not just directing. This is my dream. Whenever I had the opportunity to, time and money, interest and a script I hope to work on that completely. But I’m also interested in image and imaginary as a director of photography. How I satisfy my interest in film is by looking for opportunities to make my features so the feature film that I’m working on, which is a thriller fiction film set in China, is probably something I’ll work on next year too.

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